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	<description>Ritorno alla vita</description>
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		<title>Il viso, la faccia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il gioco più bello del mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Viso da vidére, vedere ed essere visti, lo sguardo.
Faccia da facére, quindi come uno è fatto, l&#8217;aspetto.
&#8221; Gli occhi, torvi e arretrati, puntarono dritti in avanti &#8220;.
&#8221; Bastò uno sguardo e sul suo viso riapparve il sorriso &#8220;.
&#8221; Un naso buffo e allegro emergeva dalla sua faccia &#8220;.
Sguardo maschile, esporsi per esserci.
Sguardo femminile, ritrarsi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viso da <em>vidére,</em> vedere ed essere visti, lo sguardo.</p>
<p>Faccia da <em>facére,</em> quindi come uno è fatto, l&#8217;aspetto.</p>
<p><em>&#8221; Gli occhi, torvi e arretrati, puntarono dritti in avanti &#8220;.</em></p>
<p><em>&#8221; Bastò uno sguardo e sul suo viso riapparve il sorriso &#8220;.</em></p>
<p><em>&#8221; Un naso buffo e allegro emergeva dalla sua faccia &#8220;.</em></p>
<p>Sguardo maschile, esporsi per esserci.</p>
<p>Sguardo femminile, ritrarsi per mostrarsi?</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Com&#8217;è il tuo sguardo?</span></strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corpo a corpo. II parte</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 09:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un libro per ogni stagione]]></category>
		<category><![CDATA[Gusto]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sapore del mondo.
Un&#8217;antropologia dei sensi.
David Le Breton
14 x 22, pag. 494
Raffaello Cortina Editore &#8211; 2007
 
Percepisco dunque sono &#8211; dice Le Breton &#8211; e mai come ora la correzione dell&#8217;assunto Cartesiano risulta così opportuna, a noi che siamo alla ricerca del nostro essere corpo.
La condizione umana è corporea, i nostri sensi aprono ad un determinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: medium;">Il sapore del mondo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Un&#8217;antropologia dei sensi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">David Le Breton</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">14 x 22, pag. 494</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Raffaello Cortina Editore &#8211; 2007</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: x-small;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">Percepisco dunque sono &#8211; dice Le Breton &#8211; e mai come ora la correzione dell&#8217;assunto Cartesiano risulta così opportuna, a noi che siamo alla ricerca del nostro essere corpo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La condizione umana è corporea, i nostri sensi aprono ad un determinato mondo, delimitandolo: la percezione viene educata dall&#8217;ambiente a cui apparteniamo e dai dati ancestrali che ci formano. Normalmente il mondo scivola sui sensi, ci si accontenta di una valutazione approssimativa; solo ciò che turba il quadro penetra in modo infimo o essenziale la coscienza.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La vista si proietta nel mondo, gli altri sensi entrano in contatto: già a questo livello la divaricazione tra l&#8217;Occidente, prettamente visivo ( una vista ormai &#8221; cinematografica &#8220; ), e le altre culture, originariamente più sinestesiche, si fa evidente.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Abbiamo perso gli altri sensi? Non proprio, ma di certo il primato dell&#8217;immagine ci distacca dal reale: non più sguardi che si cercano,desiderosi di far seguire all&#8217;abbraccio dello sguardo lo scambio degli odori e degli umori, delle consistenze e dei suoni; ma un guardare che analizza, misura, soppesa, rischiando spesso di perdere l&#8217;attimo, meraviglioso, dell&#8217;incontro. Inoltre, il primato del vedere diluisce le differenze corporee tra l&#8217;uomo e la donna Occidentali che, disinfettati e deodorati, portano a spasso un abito sempre più confezionato per azzerare il loro corpo, originariamente maschile <strong>o</strong> femminile. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Questo saggio di Le Breton ha il pregio di presentare i sensi corporei nella loro dimensione culturale, fornendo le coordinate per la comprensione dei popoli con cui sempre più spesso noi Occidentali veniamo in contatto; vista, udito, tatto, olfatto e gusto ( oltre ad una opportuna e &#8221; divertente &#8221; parentesi riguardante il disgusto ) vengono presentati secondo una logica antropologica attenta a far risaltare quanto la presa sul mondo sia assolutamente legata al vissuto di ogni società, per sua stessa natura diversa dalle altre culture in cui si è venuta diversificando l&#8217;umanità.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Il collo, la gola</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 08:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il gioco più bello del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[collo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[gola]]></category>

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		<description><![CDATA[La gola, che offre la nostra fragilità al mondo, che innesca il sorriso per la sua bellezza. Il collo, segno dell&#8217;armonia raggiunta dal corpo umano nel suo ergersi al cospetto dell&#8217;universo. 
&#8221; Ho un groppo in gola &#8220;.
&#8221; Baciò quel collo con voluttà &#8220;.
&#8221; Il colpo, preciso, recise il collo &#8220;
Collo maschile, il pomo d&#8217;Adamo.
Collo femminile, lo splendore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La gola, che offre la nostra fragilità al mondo, che innesca il sorriso per la sua bellezza. Il collo, segno dell&#8217;armonia raggiunta dal corpo umano nel suo ergersi al cospetto dell&#8217;universo. </p>
<p>&#8221; <em>Ho un groppo in gola &#8220;.</em></p>
<p><em>&#8221; Baciò quel collo con voluttà &#8220;.</em></p>
<p><em>&#8221; Il colpo, preciso, recise il collo &#8220;</em></p>
<p>Collo maschile, il pomo d&#8217;Adamo.</p>
<p>Collo femminile, lo splendore di Eva?</p>
<p><strong>Com&#8217;è il tuo collo, com&#8217;è la tua gola?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disturbi al sistema di generazione del movimento: II parte, le demenze nell&#8217;anziano.</title>
		<link>http://www.eccehomo.it/2011/06/disturbi-al-sistema-di-generazione-del-movimento-ii-parte-5/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[anziano]]></category>
		<category><![CDATA[ippocampo]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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		<category><![CDATA[scale di valutazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Disturbi al sistema di generazione del movimento: II parte, le demenze nell&#8217;anziano.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eccehomo.it/wp-content/uploads/2011/06/tesi_di_laurea_Borin.pdf">Disturbi al sistema di generazione del movimento: II parte, le demenze nell&#8217;anziano.</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La spalla</title>
		<link>http://www.eccehomo.it/2011/03/la-spalla/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 05:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il gioco più bello del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[spalla]]></category>

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		<description><![CDATA[La spalla, che orienta il braccio nello spazio; spalla sospesa, spalla che sospende. Appesa, diversa dal garrese in carico degli altri mammiferi.
Spalla maschile, spalla tornita, espressione di forza.
Spalla femminile, bimbo in braccio; espressione di resistenza?
&#8221; .. sfondò la porta con una violenta spallata &#8220;
&#8221; questa spalla mi fa proprio male! &#8220;
&#8221; &#8230; quando fai la capriola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La spalla, che orienta il braccio nello spazio; spalla sospesa, spalla che sospende. Appesa, diversa dal garrese in carico degli altri mammiferi.</p>
<p>Spalla maschile, spalla tornita, espressione di forza.</p>
<p>Spalla femminile, bimbo in braccio; espressione di resistenza?</p>
<p><em>&#8221; .. sfondò la porta con una violenta spallata &#8220;</em></p>
<p><em>&#8221; questa spalla mi fa proprio male! &#8220;</em></p>
<p><em>&#8221; &#8230; quando fai la capriola, ricordati di rotolare bene sulla spalla &#8230; &#8220;</em></p>
<p><strong>Com&#8217;è la tua spalla?</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corpo a corpo, I parte</title>
		<link>http://www.eccehomo.it/2010/12/corpo-a-corpo-i-parte/</link>
		<comments>http://www.eccehomo.it/2010/12/corpo-a-corpo-i-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 16:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un libro per ogni stagione]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[nudità]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
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		<category><![CDATA[stazione eretta]]></category>
		<category><![CDATA[Tatto]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Tatto e linguaggio
il corpo delle parole.
M. Mazzeo
14 x 21, pag. 287
Editori Riuniti &#8211; Roma &#8211; 2003
 
Entrare in contatto.
Se vivere è muoversi, toccare è vivere.
Marco Mazzeo ha il merito di ri-portare al centro della nostra indagine il tatto, nella sua duplice manifestazione di attività somestesica ( la pelle ) e aptica ( la mano ), guidandoci alla comprensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-size: medium;">Tatto e linguaggio</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-size: medium;">il corpo delle parole.</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>M. Mazzeo</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>14 x 21, pag. 287</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Editori Riuniti &#8211; Roma &#8211; 2003</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">Entrare in contatto.</p>
<p style="text-align: left;">Se vivere è muoversi, toccare è vivere.</p>
<p style="text-align: left;">Marco Mazzeo ha il merito di ri-portare al centro della nostra indagine il tatto, nella sua duplice manifestazione di attività somestesica ( la pelle ) e aptica ( la mano ), guidandoci alla comprensione di quello che, tra le facoltà umane, è sicuramente il senso più dimenticato. </p>
<p style="text-align: left;">Stazione eretta e nuovo equilibrio sempre instabile, corpo nudo e sovraesposizione agli stimoli, mani senza compiti percettivi prefissati e capaci di costruire un mondo, ci differenziano dal resto del mondo animale; una nascita precoce seguita da un&#8217;infanzia prolungata permettono poi l&#8217;apprendimento della vita del piccolo di uomo, capace di integrare tra loro i vari sensi in maniera estremamente efficace. <span id="more-138"></span> Il corpo umano, che va così definendosi, manifesta innanzitutto le corrette dimensioni e forme per poter parlare: il linguaggio nasce grazie alla presenza di un corpo di giusta misura, esposto all&#8217;ambiente in un determinato modo, quasi a protezione dal profluvio degli stimoli che arrivano sulla pelle. Ma parlare non basta ( &#8221; vieni più vicino &#8221; ), ed ecco che il linguaggio apre a sua volta a nuove dimensioni di contatto, questa volta più ludiche, estetiche, emotive.</p>
<p style="text-align: left;">Il tatto come condizione indispensabile per stare al mondo ( si può essere ciechi ma non senza corpo ), vero motore dello sviluppo umano, di un corpo sempre troppo immaturo in cui la scarsa specializzazione dell&#8217;esperienza tattile costituisce l&#8217;elemento chiave di una relazione ad incastro tra mancanze biologiche e rimedi culturali. </p>
<p style="text-align: left;">Ma siamo proprio sicuri  che, come vuole il pensiero di Mazzeo ( e quello fenomenologico ),  quello umano sia un corpo immaturo? </p>
<p style="text-align: left;">Un infante immaturo muore.</p>
<p style="text-align: left;">Marco Mazzeo illustra efficacemente l&#8217;inconsistenza di un certo darwinismo elementare ,che dimostra la sua insufficenza  quando si cerca di utilizzarlo tout-court per la comprensione dell&#8217;evoluzione della specie umana: la nostra effettiva vulnerabilità rispetto alle altre specie viventi fa di noi uomini un&#8217;entità incomprensibile se misurata in termini di efficenza ed efficacia biologica: nudi, lenti, disarmati, nati prematuramente, siamo assolutamente degli esseri bisognosi. In poche parole, dovremmo essere estinti da molto tempo.</p>
<p style="text-align: left;">Ma proprio quando potrebbe osare il cambio di passo e collocare la specie umana all&#8217;apice evolutivo dei sistemi viventi, non per una non meglio comprensibile intelligenza superiore rispetto alle altre forme di vita, quanto piuttosto per il compiuto percorso umano verso la conquista dello spazio corporeo e del tempo vitale, l&#8217;autore sembra risentire ancora di un certo pensiero platonico, che legge la vicenda umana come qualcosa di comunque tragico, invece di scorgervi i segni della sua grandezza e del suo destino, quello della conquista dell&#8217;universo.</p>
<p style="text-align: left;">In secondo luogo, anche questo autore evita di approfondire la dimensione percettiva umana per  quel che concerne i suoi due aspetti maschile e femminile collocandosi, analogamente all&#8217;approccio psicologico generale, nel solco degli studiosi che considerano sovrapponibile il <strong><em>sentire</em></strong> dell&#8217;uomo e quello della donna: errore madornale, che impedisce in ultima istanza di comprendere la corporeità proprio a partire dal vissuto specifico dell&#8217;essere umano che è, <strong><em>per sua natura</em></strong>, dell&#8217;uomo <strong><em>e</em></strong> della donna.</p>
<p style="text-align: left;">Avremo modo di approfondire questi concetti, godiamoci per ora la lettura di questo saggio estremamente interessante. </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il gomito</title>
		<link>http://www.eccehomo.it/2010/11/il-gomito/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 09:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il gioco più bello del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[gomito]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gomito, che si distende per poi unirci al mondo, così diverso dall&#8217;articolazione intermedia degli animali.
Gomito maschile, velocità nel raggiungere, fermezza nel tenere.
Gomito femminile, la delicatezza che avvolge?
&#8221; Suvvia, un pò di olio di gomito! &#8221;
&#8221; &#8230; Ieri sera ho alzato troppo il gomito ...&#8221;
&#8221; Forza con quelle braccia, piegate bene i gomiti! &#8220; 
Com&#8217;è il tuo gomito?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gomito, che si distende per poi unirci al mondo, così diverso dall&#8217;articolazione intermedia degli animali.</p>
<p>Gomito maschile, velocità nel raggiungere, fermezza nel tenere.</p>
<p>Gomito femminile, la delicatezza che avvolge?</p>
<p>&#8221; <em>Suvvia, un pò di olio di gomito</em>! &#8221;</p>
<p>&#8221; <em>&#8230; Ieri sera ho alzato troppo il gomito .</em>..&#8221;</p>
<p>&#8221; <em>Forza con quelle braccia, piegate bene i gomiti</em>! <em>&#8220; </em></p>
<p><em><strong>Com&#8217;è il tuo gomito?</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La mano</title>
		<link>http://www.eccehomo.it/2010/07/la-mano/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 13:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il gioco più bello del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>

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		<description><![CDATA[La mano, che accoglie o rifiuta il mondo, così diversa dalle zampe degli altri animali.
Mano maschile, gesto vigoroso che penetra lo spazio  e accorcia il tempo.
Mano femminile, carezza che attrae?
&#8221; Una stretta di mano &#8220;.
&#8221; Metta giù le mani! &#8220;.
&#8221; L&#8217;ho accolto nella mia mano &#8220;.

Com&#8217;è la tua mano?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mano, che accoglie o rifiuta il mondo, così diversa dalle zampe degli altri animali.</p>
<p>Mano maschile, gesto vigoroso che penetra lo spazio  e accorcia il tempo.</p>
<p>Mano femminile, carezza che attrae?</p>
<p>&#8221; Una stretta di mano &#8220;.</p>
<p>&#8221; Metta giù le mani! &#8220;.</p>
<p>&#8221; L&#8217;ho accolto nella mia mano &#8220;.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Com&#8217;è la tua mano?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Disturbi al sistema di generazione del movimento: I parte, i disturbi cerebellari.</title>
		<link>http://www.eccehomo.it/2010/05/disturbi-al-sistema-di-generazione-del-movimento-i-parte/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 10:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[cervelletto]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[scale di valutazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Disturbi al sistema di generazione del movimento: I parte, i disturbi cerebellari.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eccehomo.it/wp-content/uploads/2010/05/Sindromi_cerebellari.doc">Disturbi al sistema di generazione del movimento: I parte, i disturbi cerebellari.</a></p>
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		<title>Il Cristianesimo ed il corpo: dal sospetto alla psicologizzazione?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 16:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un libro per ogni stagione]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Vangelo di Marco ( 65-70 d.c. ):
&#8220;E mentre essi mangiavano, preso del pane, benedicendo
lo spezzò, e diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo.&#8220;
Dio che si fa corpo, e poi corpo che si spezza per tutti.
Gesto inaudito, che sacralizza il corpo, liberandolo dalla prospettiva tragica del pensiero Ellenistico, dalle spiritualizzazioni impossibili della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Vangelo di Marco ( 65-70 d.c. ):<br />
&#8220;<em>E mentre essi mangiavano, preso del pane, benedicendo<br />
lo spezzò, e diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo.</em>&#8220;</p>
<p>Dio che si fa corpo, e poi corpo che si spezza per tutti.</p>
<p>Gesto inaudito, che sacralizza il corpo, liberandolo dalla prospettiva tragica del pensiero Ellenistico, dalle spiritualizzazioni impossibili della cultura Indiana, dalla ricerca dell&#8217;equilibrio perfetto dei saggi Cinesi, dalla necessità di venire a patti con la natura che emerge dal “ Sud ” e dal “ Nord ”del mondo.<br />
<span id="more-48"></span></p>
<p>Corpo sacro, corpo finalmente umano.</p>
<p>L&#8217;annuncio evangelico travolge l&#8217;apparente stabilità dell&#8217;Impero Romano, facendolo diventare improvvisamente vecchio, superato: abolendo l&#8217;aborto e l&#8217;infanticidio, rifiutando l&#8217;omosessualità come pratica pur accogliendo ogni persona come un fratello, dividendo il potere politico da quello religioso, prendendosi cura di chiunque fosse nell&#8217;indigenza, le nascenti comunità cristiane gettarono le basi di quel sistema sociale in cui noi tuttora ci riconosciamo.</p>
<p>Più ancora, il mondo antico fu sconvolto dall&#8217;introduzione di un sia pur embrionale concetto di parità tra l&#8217;uomo e la donna: gli antropologi ci insegnano che in nessuna società, in nessuna religione ( né prima né dopo il cristianesimo ) l&#8217;accoglimento di un nuovo nato è identico sia per il maschio che per la femmina. In nessuna società e in nessuna religione ( né prima né dopo il cristianesimo ) la fedeltà coniugale reciproca viene posta sullo stesso piano della fedeltà al proprio Dio.</p>
<p>Veri e propri riti di iniziazione moderni, battesimo e fedeltà coniugale permisero lo sviluppo dei concetti di parità dei diritti nella famiglia e quindi nella società.</p>
<p>Eppure, all&#8217;interno delle stesse comunità cristiane e prima ancora che i Vangeli vengano scritti, il concetto di corporeità muterà velocemente, divenendo presto un peso da portare piuttosto che la manifestazione del divino.<br />
La gioiosità incontenibile che emergeva festosa tra i primi fedeli ( le nascenti comunità cristiane terminavano le cerimonie con il bacio d&#8217;amore tra uomini e donne, molti cadevano in estasi ) viene rapidamente repressa. La donna, in particolare, viene “invitata” a liberarsi di tutto ciò che può “distrarre” l&#8217;uomo dalla ricerca di Dio.</p>
<p>Scrive infatti S. Paolo, alcuni anni prima della stesura dei Vangeli:<br />
- “ La donna impari in silenzio, con perfetta sottomissione. Non permetto alla donna d&#8217;insegnare, né di dominare sull&#8217;uomo, ma che stia in silenzio ” ( I lettera a Timoteo ).<br />
- “ Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, poiché l&#8217;uomo è capo della donna come anche il Cristo è capo della chiesa, lui, salvatore del corpo ” ( Lettera agli Efesini ).<br />
- “ E&#8217; cosa buona per l&#8217;uomo non avere contatti con donna ” ( I lettera ai Corinzi ).<br />
- “ Colui che sposa la sua vergine fa bene, e chi non la sposa fa meglio “ ( I lettera ai Corinzi ).<br />
- “ Anche le donne anziane abbiano un comportamento quale si addice ai santi (…) per insegnare alle giovani a essere sagge, ad amare i loro mariti e i loro figli, a essere prudenti, caste, attaccate ai loro doveri domestici, buone, sottomesse ai loro mariti, perchè non sia vituperata la parola del Signore ” ( Lettera a Tito ).</p>
<p>Il corpo diviene “ qualcosa da salvare “, se si tratta del corpo dell&#8217;altro, del peccatore; “ qualcosa da abbandonare “ se si tratta del corpo proprio, soprattutto per quel che riguarda l&#8217;impulso alla relazione.</p>
<p>Pochi decenni più tardi, Clemente Alessandrino potrà scrivere: “ gli uomini (…) devono odorare non di profumi ma di bellezza e bontà, e la donna emani il profumo del Re, cioè di Cristo, non quello di polveri e unguenti: sia unta sempre del carisma immortale della castità e si rallegri del santo unguento che è lo spirito “ ( Il pedagogo, II, 65.2 &#8211; II secolo d.c. ).</p>
<p>Rimosso anche il più carnale dei sensi, quello legato alla sensualità, il corpo diviene figura di qualcos&#8217;altro, un “ essere peccatore “ per eccellenza; la liberazione <strong>del</strong> corpo dalle sue paure attuata dall&#8217;annuncio evangelico diverrà rapidamente fuga <strong>dal</strong> corpo da parte di una presunta anima, in ciò stesso contraddicendo l&#8217;esperienza terrena del Nazzareno.</p>
<p>Il corpo viene diviso in due: il corpo del religioso, perfetto perchè teso verso Dio; e il corpo del laico, “ debole “ per natura, “ abbruttito “ dal desiderio della relazione con l&#8217;altro sesso.</p>
<p>Eppure, proprio nella relazione emerge in tutto il suo spessore la differenza tra l&#8217;essere umano e gli altri animali: praticamente privo di istinti fin dal momento del concepimento, l&#8217;uomo costruisce il proprio mondo facendone esperienza.<br />
Con un arto superiore che, attraverso la mano, è capace di muoversi a 360° nello spazio, con un arto inferiore che, attraverso il piede, gli permette di spostarsi su tutti i piani, con i sensi disposti ad afferrare qualunque impulso, con una struttura respiratoria modellata per l&#8217;attività fonatoria e un apparato genitale capace di qualunque movimento indipendentemente dalle necessità riproduttive, il corpo umano si distacca dal resto del mondo animale, che è invece costretto a vivere in funzione della propria natura.<br />
Anche i mammiferi geneticamente a noi più “ simili “, al posto della mano hanno una zampa, al posto del piede una appendice prensile. Con i sensori relati al proprio specifico ambiente, vincolate all&#8217;utilizzo del sistema fonatorio e di quello riproduttivo in funzione dell&#8217;istinto, anche le scimmie rimangono quello che sono, animali.</p>
<p>Solo l&#8217;essere umano deve continuamente scegliere il proprio modo di essere al mondo, selezionando, dal profluvio di segnali a cui viene sottoposto e dalla varietà infinita delle azioni che è in grado di effettuare, l&#8217;atto che risulta essere più opportuno per vivere.<br />
In questo senso, l&#8217;annuncio evangelico della risurrezione, orientando il corpo verso Dio, lo rende sacro già qui sulla terra.<br />
Scoperta meravigliosa, la consapevolezza del proprio destino libera l&#8217;uomo dalla paura della fine, permettendogli finalmente di vivere la vita, piuttosto che cercare di scampare alla morte.</p>
<p>Ma è una gioia che dura un attimo.<br />
Subito dopo, rifiutando la corporeità del vivere, la fede diverrà religione, istituzione, repressione.</p>
<p>E oggi?<br />
Che cos&#8217;è il corpo, per il cristiano del III millennio?</p>
<p>Dopo che un Papa, pur tra mille reticenze, è riuscito a chiedere scusa per gli errori commessi nel passato, si può dire sia evangelicamente risolta la molto poco evangelica diatriba che da sempre ha contrapposto lo “ spirito alla carne ”?</p>
<p><strong>Tredimensioni ( Ancora editore, f.to 240&#215;170, circa 110 pag., quadrimestrale )</strong> è una splendida rivista, nata pochi anni fa con il preciso scopo di “ studiare la personalità umana secondo un approccio di psicologia del profondo nel quadro dell&#8217;antropologia cristiana “ ( dal primo editoriale, 2004 ). Il tentativo è quindi quello di proporre utili strumenti psicologici e spirituali per chi si occupa di formazione e di educazione della persona, con un occhio di riguardo per chi si prepara ad essere consacrato religioso.</p>
<p>Gli articoli presentati spaziano dall&#8217;approfondimento in chiave psicologica delle varie età della vita, allo sviluppo della dimensione spirituale dell&#8217;individuo, per approdare finalmente al concetto di corporeità, analizzato da molteplici punti di vista.</p>
<p>Citando il titolo di alcuni articoli:<br />
- Il contatto corporale nella relazione di aiuto.<br />
- Alla ricerca di un rapporto riconciliato uomo-donna e marito-moglie.<br />
- Dio e il corpo.<br />
- Il senso dei sensi.<br />
- Corpo, piercing e tatuaggio.<br />
l&#8217;attenzione alla corporeità è evidente.</p>
<p>Eppure, leggendo questi articoli si avverte la sensazione di essere di fronte alla presenza di un concetto-base, costantemente ripreso ad ogni pagina: il corpo c&#8217;è per andare – fare qualcos&#8217;altro, da qualche altra parte, in qualche altro posto. Altrove.</p>
<p>Ne risulta una corporeità che punta verso l&#8217;Alto, ma ha perso per strada l&#8217;altro, di cui si occupa in quanto bisognoso, non in quanto “ altro da me “.</p>
<p>Se uomo è colui che si erge ( … e donna è colei che attrae?&#8230;. ) ed entra in relazione donandosi, allora il religioso, avendo scelto di andare oltre il corpo per entrare in comunione con Dio, si pone in un&#8217;altra dimensione rispetto al laico, chiamato invece alla progressiva incarnazione in sé stesso attraverso la fusione con l&#8217;altro da sé:<br />
“ <em>e i due saranno in una carne sola</em> “ ( vangelo di Marco, 10,8 )</p>
<p>La relazione con il divino del religioso si concretizza nell&#8217;aiuto ai fratelli, ma rimane comunque di là da venire, figura appunto di qualcos&#8217;altro ( il regno dei cieli ) rispetto alla relazione carnale, concreta, nel “qui e ora “, a cui è chiamato il laico.</p>
<p>Così, nonostante le buone intenzioni:</p>
<ul>
<li>il rapporto uomo – donna ( Tredimensioni, anno I, 1-2004; anno V, 2-2008 ) viene analizzato da un supposto versante affettivo, essendo ogni riferimento alla attrazione di base ( penetrare, essere penetrata ) semplicemente ignorato, demandato ad altre discipline, in primis la medicina. Questo tipo di analisi, ampiamente diffuso in ambito religioso, che considera <strong>istintivo</strong> ciò che invece per l&#8217;essere umano è assolutamente <strong>esperienziale</strong>, spiega ad esempio molto bene come nei corsi per fidanzati, organizzati per preparare il matrimonio cristiano, la tematica sessuale venga ormai affrontata solo dal medico: la relazione è diventata una malattia !</li>
<li>il corpo è l&#8217;entità a partire dalla quale tutto si dipana, ma è una entità comunque da superare ( Tredimensioni, anno IV, 2-2007), nonostante l&#8217;ammissione del concetto di corpo quale luogo da cui l&#8217;Io può dotarsi di una identificazione e individualità personale ;</li>
<li>L&#8217;Io ha un corpo ( Tredimensioni, anno V, 2-2008 ), e non quell&#8217;Io è quel corpo .</li>
</ul>
<p>“Affascinato “ dalla grazia di Dio, il religioso ne cerca la presenza e vuole donarsi a Lui. Potremmo dire che “ <strong>è un corpo in attesa</strong> “ di donarsi a Dio.</p>
<p>Per arrivare a questo, il cristianesimo si è dotato di una serie di strumenti pedagogici assolutamente inadatti al laico, il quale invece diviene il proprio corpo a mano a mano che “ fa esperienza “ del corpo dell&#8217;altro.</p>
<p>Purtroppo, tanta formazione religiosa ha preteso ( e pretende ) di utilizzare gli strumenti sviluppati per il clero anche per i laici, con il risultato di far apparire superabile, non essenziale e alla fin fine brutto tutto ciò che abbia a che fare con la corporeità.</p>
<p>Tredimensioni ha il merito di affrontare la dimensione della corporeità lasciandosi finalmente alle spalle la millenaria diffidenza ecclesiastica nei confronti del corpo, che tante sofferenze ha causato a tutti noi; rimane però ancora lontana dal riuscire a dar voce al laico che vive la propria dimensione umana fondendosi letteralmente con chi è altro da sé.<br />
Il corpo di cui si occupa la rivista è il corpo del religioso, il quale ne controlla le espressioni vitali in vista di un fine trascendente; in questo senso, l&#8217;accostamento della dimensione psichica a quella spirituale rappresenta il passaggio necessario per pervenire alla sublimazione della tensione verso l&#8217;altro da sé.</p>
<p>Il laico, invece, diviene sé stesso a mano a mano che fa esperienza ( nel senso di far proprio, fondendosi ) di tutto ciò che il religioso accoglie ma con il quale non entra in comunione: l&#8217;odore, il sudore, gli umori corporei, le lassità o rigidità, le forme, i sospiri, l&#8217;abbandono.</p>
<p><strong>Nel continuo assaporare l&#8217;esistenza dell&#8217;altro da sé, l&#8217;uomo si scopre corpo.</strong></p>
<p>A quando una pedagogia dell&#8217;amore coniugale, che evangelicamente aiuti l&#8217;uomo a divenire ciò che è: <strong>il perno, colui che si erge e apre il passaggio dell&#8217;amore, amore egli stesso?</strong></p>
<p><strong>Quando?</strong></p>
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