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	<title>Eccehomo &#187; cristianesimo</title>
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	<description>Ritorno alla vita</description>
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		<title>Il Cristianesimo ed il corpo: dal sospetto alla psicologizzazione?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 16:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Faccin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un libro per ogni stagione]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Vangelo di Marco ( 65-70 d.c. ):
&#8220;E mentre essi mangiavano, preso del pane, benedicendo
lo spezzò, e diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo.&#8220;
Dio che si fa corpo, e poi corpo che si spezza per tutti.
Gesto inaudito, che sacralizza il corpo, liberandolo dalla prospettiva tragica del pensiero Ellenistico, dalle spiritualizzazioni impossibili della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Vangelo di Marco ( 65-70 d.c. ):<br />
&#8220;<em>E mentre essi mangiavano, preso del pane, benedicendo<br />
lo spezzò, e diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo.</em>&#8220;</p>
<p>Dio che si fa corpo, e poi corpo che si spezza per tutti.</p>
<p>Gesto inaudito, che sacralizza il corpo, liberandolo dalla prospettiva tragica del pensiero Ellenistico, dalle spiritualizzazioni impossibili della cultura Indiana, dalla ricerca dell&#8217;equilibrio perfetto dei saggi Cinesi, dalla necessità di venire a patti con la natura che emerge dal “ Sud ” e dal “ Nord ”del mondo.<br />
<span id="more-48"></span></p>
<p>Corpo sacro, corpo finalmente umano.</p>
<p>L&#8217;annuncio evangelico travolge l&#8217;apparente stabilità dell&#8217;Impero Romano, facendolo diventare improvvisamente vecchio, superato: abolendo l&#8217;aborto e l&#8217;infanticidio, rifiutando l&#8217;omosessualità come pratica pur accogliendo ogni persona come un fratello, dividendo il potere politico da quello religioso, prendendosi cura di chiunque fosse nell&#8217;indigenza, le nascenti comunità cristiane gettarono le basi di quel sistema sociale in cui noi tuttora ci riconosciamo.</p>
<p>Più ancora, il mondo antico fu sconvolto dall&#8217;introduzione di un sia pur embrionale concetto di parità tra l&#8217;uomo e la donna: gli antropologi ci insegnano che in nessuna società, in nessuna religione ( né prima né dopo il cristianesimo ) l&#8217;accoglimento di un nuovo nato è identico sia per il maschio che per la femmina. In nessuna società e in nessuna religione ( né prima né dopo il cristianesimo ) la fedeltà coniugale reciproca viene posta sullo stesso piano della fedeltà al proprio Dio.</p>
<p>Veri e propri riti di iniziazione moderni, battesimo e fedeltà coniugale permisero lo sviluppo dei concetti di parità dei diritti nella famiglia e quindi nella società.</p>
<p>Eppure, all&#8217;interno delle stesse comunità cristiane e prima ancora che i Vangeli vengano scritti, il concetto di corporeità muterà velocemente, divenendo presto un peso da portare piuttosto che la manifestazione del divino.<br />
La gioiosità incontenibile che emergeva festosa tra i primi fedeli ( le nascenti comunità cristiane terminavano le cerimonie con il bacio d&#8217;amore tra uomini e donne, molti cadevano in estasi ) viene rapidamente repressa. La donna, in particolare, viene “invitata” a liberarsi di tutto ciò che può “distrarre” l&#8217;uomo dalla ricerca di Dio.</p>
<p>Scrive infatti S. Paolo, alcuni anni prima della stesura dei Vangeli:<br />
- “ La donna impari in silenzio, con perfetta sottomissione. Non permetto alla donna d&#8217;insegnare, né di dominare sull&#8217;uomo, ma che stia in silenzio ” ( I lettera a Timoteo ).<br />
- “ Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, poiché l&#8217;uomo è capo della donna come anche il Cristo è capo della chiesa, lui, salvatore del corpo ” ( Lettera agli Efesini ).<br />
- “ E&#8217; cosa buona per l&#8217;uomo non avere contatti con donna ” ( I lettera ai Corinzi ).<br />
- “ Colui che sposa la sua vergine fa bene, e chi non la sposa fa meglio “ ( I lettera ai Corinzi ).<br />
- “ Anche le donne anziane abbiano un comportamento quale si addice ai santi (…) per insegnare alle giovani a essere sagge, ad amare i loro mariti e i loro figli, a essere prudenti, caste, attaccate ai loro doveri domestici, buone, sottomesse ai loro mariti, perchè non sia vituperata la parola del Signore ” ( Lettera a Tito ).</p>
<p>Il corpo diviene “ qualcosa da salvare “, se si tratta del corpo dell&#8217;altro, del peccatore; “ qualcosa da abbandonare “ se si tratta del corpo proprio, soprattutto per quel che riguarda l&#8217;impulso alla relazione.</p>
<p>Pochi decenni più tardi, Clemente Alessandrino potrà scrivere: “ gli uomini (…) devono odorare non di profumi ma di bellezza e bontà, e la donna emani il profumo del Re, cioè di Cristo, non quello di polveri e unguenti: sia unta sempre del carisma immortale della castità e si rallegri del santo unguento che è lo spirito “ ( Il pedagogo, II, 65.2 &#8211; II secolo d.c. ).</p>
<p>Rimosso anche il più carnale dei sensi, quello legato alla sensualità, il corpo diviene figura di qualcos&#8217;altro, un “ essere peccatore “ per eccellenza; la liberazione <strong>del</strong> corpo dalle sue paure attuata dall&#8217;annuncio evangelico diverrà rapidamente fuga <strong>dal</strong> corpo da parte di una presunta anima, in ciò stesso contraddicendo l&#8217;esperienza terrena del Nazzareno.</p>
<p>Il corpo viene diviso in due: il corpo del religioso, perfetto perchè teso verso Dio; e il corpo del laico, “ debole “ per natura, “ abbruttito “ dal desiderio della relazione con l&#8217;altro sesso.</p>
<p>Eppure, proprio nella relazione emerge in tutto il suo spessore la differenza tra l&#8217;essere umano e gli altri animali: praticamente privo di istinti fin dal momento del concepimento, l&#8217;uomo costruisce il proprio mondo facendone esperienza.<br />
Con un arto superiore che, attraverso la mano, è capace di muoversi a 360° nello spazio, con un arto inferiore che, attraverso il piede, gli permette di spostarsi su tutti i piani, con i sensi disposti ad afferrare qualunque impulso, con una struttura respiratoria modellata per l&#8217;attività fonatoria e un apparato genitale capace di qualunque movimento indipendentemente dalle necessità riproduttive, il corpo umano si distacca dal resto del mondo animale, che è invece costretto a vivere in funzione della propria natura.<br />
Anche i mammiferi geneticamente a noi più “ simili “, al posto della mano hanno una zampa, al posto del piede una appendice prensile. Con i sensori relati al proprio specifico ambiente, vincolate all&#8217;utilizzo del sistema fonatorio e di quello riproduttivo in funzione dell&#8217;istinto, anche le scimmie rimangono quello che sono, animali.</p>
<p>Solo l&#8217;essere umano deve continuamente scegliere il proprio modo di essere al mondo, selezionando, dal profluvio di segnali a cui viene sottoposto e dalla varietà infinita delle azioni che è in grado di effettuare, l&#8217;atto che risulta essere più opportuno per vivere.<br />
In questo senso, l&#8217;annuncio evangelico della risurrezione, orientando il corpo verso Dio, lo rende sacro già qui sulla terra.<br />
Scoperta meravigliosa, la consapevolezza del proprio destino libera l&#8217;uomo dalla paura della fine, permettendogli finalmente di vivere la vita, piuttosto che cercare di scampare alla morte.</p>
<p>Ma è una gioia che dura un attimo.<br />
Subito dopo, rifiutando la corporeità del vivere, la fede diverrà religione, istituzione, repressione.</p>
<p>E oggi?<br />
Che cos&#8217;è il corpo, per il cristiano del III millennio?</p>
<p>Dopo che un Papa, pur tra mille reticenze, è riuscito a chiedere scusa per gli errori commessi nel passato, si può dire sia evangelicamente risolta la molto poco evangelica diatriba che da sempre ha contrapposto lo “ spirito alla carne ”?</p>
<p><strong>Tredimensioni ( Ancora editore, f.to 240&#215;170, circa 110 pag., quadrimestrale )</strong> è una splendida rivista, nata pochi anni fa con il preciso scopo di “ studiare la personalità umana secondo un approccio di psicologia del profondo nel quadro dell&#8217;antropologia cristiana “ ( dal primo editoriale, 2004 ). Il tentativo è quindi quello di proporre utili strumenti psicologici e spirituali per chi si occupa di formazione e di educazione della persona, con un occhio di riguardo per chi si prepara ad essere consacrato religioso.</p>
<p>Gli articoli presentati spaziano dall&#8217;approfondimento in chiave psicologica delle varie età della vita, allo sviluppo della dimensione spirituale dell&#8217;individuo, per approdare finalmente al concetto di corporeità, analizzato da molteplici punti di vista.</p>
<p>Citando il titolo di alcuni articoli:<br />
- Il contatto corporale nella relazione di aiuto.<br />
- Alla ricerca di un rapporto riconciliato uomo-donna e marito-moglie.<br />
- Dio e il corpo.<br />
- Il senso dei sensi.<br />
- Corpo, piercing e tatuaggio.<br />
l&#8217;attenzione alla corporeità è evidente.</p>
<p>Eppure, leggendo questi articoli si avverte la sensazione di essere di fronte alla presenza di un concetto-base, costantemente ripreso ad ogni pagina: il corpo c&#8217;è per andare – fare qualcos&#8217;altro, da qualche altra parte, in qualche altro posto. Altrove.</p>
<p>Ne risulta una corporeità che punta verso l&#8217;Alto, ma ha perso per strada l&#8217;altro, di cui si occupa in quanto bisognoso, non in quanto “ altro da me “.</p>
<p>Se uomo è colui che si erge ( … e donna è colei che attrae?&#8230;. ) ed entra in relazione donandosi, allora il religioso, avendo scelto di andare oltre il corpo per entrare in comunione con Dio, si pone in un&#8217;altra dimensione rispetto al laico, chiamato invece alla progressiva incarnazione in sé stesso attraverso la fusione con l&#8217;altro da sé:<br />
“ <em>e i due saranno in una carne sola</em> “ ( vangelo di Marco, 10,8 )</p>
<p>La relazione con il divino del religioso si concretizza nell&#8217;aiuto ai fratelli, ma rimane comunque di là da venire, figura appunto di qualcos&#8217;altro ( il regno dei cieli ) rispetto alla relazione carnale, concreta, nel “qui e ora “, a cui è chiamato il laico.</p>
<p>Così, nonostante le buone intenzioni:</p>
<ul>
<li>il rapporto uomo – donna ( Tredimensioni, anno I, 1-2004; anno V, 2-2008 ) viene analizzato da un supposto versante affettivo, essendo ogni riferimento alla attrazione di base ( penetrare, essere penetrata ) semplicemente ignorato, demandato ad altre discipline, in primis la medicina. Questo tipo di analisi, ampiamente diffuso in ambito religioso, che considera <strong>istintivo</strong> ciò che invece per l&#8217;essere umano è assolutamente <strong>esperienziale</strong>, spiega ad esempio molto bene come nei corsi per fidanzati, organizzati per preparare il matrimonio cristiano, la tematica sessuale venga ormai affrontata solo dal medico: la relazione è diventata una malattia !</li>
<li>il corpo è l&#8217;entità a partire dalla quale tutto si dipana, ma è una entità comunque da superare ( Tredimensioni, anno IV, 2-2007), nonostante l&#8217;ammissione del concetto di corpo quale luogo da cui l&#8217;Io può dotarsi di una identificazione e individualità personale ;</li>
<li>L&#8217;Io ha un corpo ( Tredimensioni, anno V, 2-2008 ), e non quell&#8217;Io è quel corpo .</li>
</ul>
<p>“Affascinato “ dalla grazia di Dio, il religioso ne cerca la presenza e vuole donarsi a Lui. Potremmo dire che “ <strong>è un corpo in attesa</strong> “ di donarsi a Dio.</p>
<p>Per arrivare a questo, il cristianesimo si è dotato di una serie di strumenti pedagogici assolutamente inadatti al laico, il quale invece diviene il proprio corpo a mano a mano che “ fa esperienza “ del corpo dell&#8217;altro.</p>
<p>Purtroppo, tanta formazione religiosa ha preteso ( e pretende ) di utilizzare gli strumenti sviluppati per il clero anche per i laici, con il risultato di far apparire superabile, non essenziale e alla fin fine brutto tutto ciò che abbia a che fare con la corporeità.</p>
<p>Tredimensioni ha il merito di affrontare la dimensione della corporeità lasciandosi finalmente alle spalle la millenaria diffidenza ecclesiastica nei confronti del corpo, che tante sofferenze ha causato a tutti noi; rimane però ancora lontana dal riuscire a dar voce al laico che vive la propria dimensione umana fondendosi letteralmente con chi è altro da sé.<br />
Il corpo di cui si occupa la rivista è il corpo del religioso, il quale ne controlla le espressioni vitali in vista di un fine trascendente; in questo senso, l&#8217;accostamento della dimensione psichica a quella spirituale rappresenta il passaggio necessario per pervenire alla sublimazione della tensione verso l&#8217;altro da sé.</p>
<p>Il laico, invece, diviene sé stesso a mano a mano che fa esperienza ( nel senso di far proprio, fondendosi ) di tutto ciò che il religioso accoglie ma con il quale non entra in comunione: l&#8217;odore, il sudore, gli umori corporei, le lassità o rigidità, le forme, i sospiri, l&#8217;abbandono.</p>
<p><strong>Nel continuo assaporare l&#8217;esistenza dell&#8217;altro da sé, l&#8217;uomo si scopre corpo.</strong></p>
<p>A quando una pedagogia dell&#8217;amore coniugale, che evangelicamente aiuti l&#8217;uomo a divenire ciò che è: <strong>il perno, colui che si erge e apre il passaggio dell&#8217;amore, amore egli stesso?</strong></p>
<p><strong>Quando?</strong></p>
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